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Mibact acquistato il Museo Richard Ginori, “fabbrica della…

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Mibact acquistato il Museo Richard Ginori, “fabbrica della bellezza”

Manifattura di Doccia,  Venere di Medici,  Gaspero Bruschi,  Museo Richard Ginori
Manifattura di Doccia, Venere di Medici, Gaspero Bruschi, Museo Richard Ginori

“ un impegno mantenuto, stata salvata una collezione eccezionale, che parte fondamentale del patrimonio italiano” ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo Dario Franceschini annunciando l’acquisizione delle collezioni della prima manifattura industriale di ceramica e porcellana europee, la Richard-Ginori di Doccia di Sesto Fiorentino (Richard Ginori), che entro 120 giorni , secondo il comunicato diffuso dal Mibact, verr ceduta al Ministero. Ora il pi antico museo di impresa in Europa, il museo della ceramica di Doccia , chiuso nel 2014, afferir al Polo museale della Toscana , entrando cos nel sistema nazionale dei musei. L'immobile stato acquistato al prezzo di 700.000 euro, inferiore alle valutazioni precedentemente effettuate dall'Agenzia del Demanio e dal Tribunale di Firenze. Lo scorso marzo Franceschini aveva annunciato a Firenze la volont dello Stato di acquisire il museo Richard Ginori, in parte “convertendo” in opere d'arte i crediti fiscali vantati verso il fallimento (come prevede la legge Guttuso), in parte con esborso di denaro.

L'intervento del Mibact arrivato dopo che, negli anni scorsi, due aste (nel giugno 2016 e nel febbraio di quest'anno, con base fissata rispettivamente a 7 e 4,3 milioni di euro) indette dal giudice fallimentare del Tribunale di Firenze erano andate deserte. Il Gruppo Kering, che tramite Gucci ha acquistato l'azienda dal fallimento, non aveva presentato offerte, stante l'incertezza sulla sorte del terreno su cui sorgono azienda e museo. L’acquisizione della Manifattura Ginori stata portata avanti nel 2013 dal management di Gucci in accordo con la capogruppo Kering, ma all’inizio del 2016 nell’ambito di una riorganizzazione, la complessiva responsabilit della Manifattura tornata in capo alla holding.
Al Ministero dei Beni culturali vanno indubbiamente riconosciuti alcuni meriti: l'acquisto del Museo di Doccia si affianca infatti all'acquisizione resa nota pochi giorni fa di 151 opere d'arte tra dipinti, disegni, sculture, libri, fotografie, beni archivistici per arricchire le collezioni dei grandi e dei piccoli musei, attraverso lo stanziamento di 4 milioni di euro. Altri 4 milioni sono stati inoltre inseriti nella legge di bilancio di prossima approvazione per il Fondo dedicato all'acquisizione di beni culturali.

La Manifattura di Doccia, fabbrica della bellezza.
Oggi la Manifattura Ginori appartiene al Gruppo Gucci che l'ha acquisita nel 2013 affidando la direzione artistica allo stilista Alessandro Michele allo scopo di
rilanciare e riposizionare il marchio Richard Ginori in alto. Fondata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori, attratto dalla neonata produzione occidentale dell'Oro Bianco, la pionieristica impresa di porcellane Ginori ebbe origine nella localit di Doccia a Sesto Fiorentino, vicino a Firenze. L' Oro bianco altro non era che la porcellana, cos soprannominata per la sua preziosit e delicatezza.

Diversa dalla ceramica, la porcellana si definisce anche come “terzo fuoco” perch il caolino steso sopra il “biscotto” di argilla richiede una terza cottura.
Il fascino sprigionato dal bianco perfetto della porcellana - che, secondo i racconti, giunse dall'Oriente in Europa la prima volta insieme a Marco Polo (nella Basilica di San Marco a Venezia conservato il primo pezzo di porcellana giunto in Italia, un piccolo vaso grigio-verde) - non smise di ossessionare nei secoli alchimisti, imperatori , dittatori e collezionisti, diffondendo la Porzellankrankheit, la “malattia della porcellana”.
Difficile oggi intendere pienamente il prestigio che rivest il possesso dell'oro bianco che port a Versailles, a Dresda, a Napoli e a Doccia, alla nascita nel XVIII secolo delle prime manifatture. Ad esempio, la prima porcellana di Meissen ad uscire dai forni, nota col nome di “Bottgerporzellan”, perch realizzata dall'alchimista Johann Friedrich Bttger, vide la luce nel 1708. Nel 1710 venne ufficialmente annunciata la fondazione della Manifattura Reale di porcellana di Sassonia, che inizier la sua produzione su scala industriale, con il marchio, inconfondibile, delle due spade incrociate, azzurre, leggermente curve.
La collezione del Museo Richard Ginori (il marchio divenne Richard Ginori nel 1896) comprende pi di diecimila tra ceramiche e modelli. Fra le opere pi significative, la “Venere dei Medici” che riproduce la statua della Tribuna della Galleria degli Uffizi, e il “Camino coronato” dalle riduzioni delle Ore del Giorno e della Notte delle tombe medicee di Michelangelo esposte nella piccola e incantevole mostra che si chiusa lo scorso ottobre al Museo del Bargello dal titolo “La fabbrica della bellezza. La manifattura Ginori e il suo popolo di statue”, dedicata , appunto, alle statue di porcellana prodotte a Doccia.
Nel Novecento, per la Manifattura di Doccia, lavor anche il grande architetto
e designer Gi Ponti (1891-1979), di cui il museo custodisce circa 400 pezzi. Ponti introdusse un forte rinnovamento nella produzione e nelle decorazioni degli oggetti in ceramica, che ancora oggi attraggono i collezionisti internazionali: ad ottobre un vaso in ceramica policroma disegnato dall'architetto, prodotto dalla fabbrica Richard - Ginori tra il 1924-1930, (“Vaso dei Fiori, Vaso dei fiori con le architetture”), stato aggiudicato a Londra da Christie's per 125.000 sterline (139.833 euro) da una base di partenza di 60.000-80.000; mentre nel 2016 il “Vaso delle Donne”, proveniente dalla prestigiosa collezione Chiara eFrancesco Carraro, sempre realizzato dalla Manifattura di Doccia, tra il 1923 e il 1930, volato a 319.500 dollari rispetto alla forbice di valore di 50.000-70.000. Il Made in Italy, di ieri e di oggi, evidentemente non ha prezzo.

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