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Milano, sotto il segno dell'invenduto l'asta di Sotheby's

Mercato dell'arte

Milano, sotto il segno dell'invenduto l'asta di Sotheby's

Doveva trattarsi di un incanto sotto il segno dell'Arte Povera, di cui quest'anno ricorre il 50° anniversario. In catalogo spiccavano diversi lavori di Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti (15 opere), Giulio Paolini e di Claudio Parmiggiani; oltre a una selezione di 14 opere di Lucio Fontana, tra tele e sculture, accanto a lavori di Piero Manzoni, Paolo Scheggi, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Salvatore Scarpitta e Fausto Melotti.
Invece, la vendita serale dedicata all'Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby's, conclusasi a Palazzo Serbelloni a Milano, è stata scandita dagli invenduti che non hanno risparmiato Castellani, Agnetti, Manzoni, Burri, Scheggi e Albers.

Poche offerte e timidi rilanci al telefono, mentre in sala calma piatta. Al palo ben 22 lotti su 46 - il lotto 42 è stato ritirato, si trattava di una tela estroflessa bianca di Paolo Scheggi - sono rimasti senza offerte (47,8%), comprese opere fondamentali, mentre molti lavori sono stati aggiudicati per un soffio, al di sotto della stima minima, per un valore complessivo di 6.095.750 euro. Le due giornate d’incanti di arte moderna e contemporanea a Palazzo Serbelloni del 29 e 30 novembre hanno fatturato in totale appena 7.788.500 euro, con 68 lotti aggiudicati su 108 effettivamente offerti (4 ritirati), contro l'aspettativa di 9,7 - 13,3 milioni di euro, con percentuali di venduto per lotto e per valore pari al 63% e 66,3%.

Hanno ottenuto buoni risultati solo i ricami di Alighiero Boetti e, a sorpresa, la magnifica terracotta policroma di Leoncillo, “Donna con Bambino”, eseguita nel 1949 (cm 122 x 77 x 53) e aggiudicata al telefono per 218.500 euro, con le commissioni (stima 100.000-150.000 euro), segnando il record per lo scultore spoletino. Record anche per la scultura di Alik Cavaliere, “Mezzo albero con mele” (1971), realizzata in bronzo, ceramica e acciaio, già in collezione Arturo Schwartz, acquistata per 85.000 euro con le commissioni, in linea però con la stima massima di 70.000,00; mentre l'altra importante scultura in bronzo dell'artista, “Fiore multiplo” (1967), è stata battuta solo per 37.500 euro con le fee, sotto l'aspettativa minima (stima: 40.000-60.000 euro).

Ma cosa è accaduto? Per avere la risposta, è sufficiente contare quante aste di arte moderna e contemporanea, con cataloghi spesso poco eccelsi, si sono tenute nell'ultima settimana: circa una decina, fa notare un gallerista. E l'agenda è fitta di appuntamenti anche nei prossimi 15 giorni di dicembre. L'eccessiva offerta di opere moderne e contemporanee, in un lasso di tempo così circoscritto, per di più rivolte ad un mercato locale, nazionale come il nostro,
ha saturato la domanda, sia dei collezionisti che dei dealers. Ciò ha comportato inoltre un abbassamento qualitativo dei lotti in vendita. A farne le spese è stata Sotheby's.

L’invenduto. A rimanere senza offerta sono stati: il calco concettuale in gesso con lanterna di Claudio Parmiggiani (n.1944), “Senza titolo” (stima: 35.000-45.000 euro); due lavori di Vincenzo Agnetti, tra cui “Interspazio”, un feltro inciso del 1971, valutato 90-120.000 euro. Sono rimaste invendute anche due tele estroflesse di Enrico Castellani: una “Superficie bianca” del 1977-79 (stima: 450.000-650.000 euro) e una “Superficie bianca” di più recente realizzazione (2006) del valore di 140.000- 180.000 euro. Non ha sollevato interesse anche la combustione plastica di Burri “CP 8” (stima: 280.000-350.000 euro) (lotto 28).
Le opere di Paolo Scheggi (1940-1971) appaiono sempre più in caduta libera, nonostante le stime presentate nel catalogo di vendita siano state sensibilmente ridimensionate. Il fatturato annuo delle opere dell'artista, che nel 2015 in asta arrivò a toccare i 14.470.000 milioni di euro (40 lotti scambiati e una percentuale d’invenduto del 10,8 %), è crollato nel 2016 a 3.460.000 di euro (26 lotti venduti e il 20,8 % d’invenduto). Mentre nei primi otto mesi del 2017 (ossia, sino ad agosto) è arrivato appena a 2,9 milioni, con il 33,8 % d’invenduto e 14 lotti passati di mano. Senza offerte sono rimaste entrambe le opere in catalogo: “Forme riflesse”, composta da tre tele modulate estroflesse verdi, eseguite nel 1963 (150.000 -200.000 euro); così come “Intersuperficie curva bianca” del 1966, stimata 200-300.000 euro.
A reggere sono state la serigrafia su acciaio specchiato del 1975 di Pistoletto, in copertina di catalogo, che ritrae Paolo Mussat Sartor, fotografo torinese (lotto 4), un tempo presente nella collezione dell'industriale tessile biellese Blotto Baldo, che al martello ha totalizzato 320.000 euro (stima: 280.000 - 350.000 euro); e i ricami di Alighiero Boetti (1940-1994) come l'arazzo “Alternando da uno a cento e viceversa”, fatto tessere tra il 1977 e il 1978, volato a 620.000 al martello da una valutazione di 400.000-600.000. Si conferma così il trend positivo per i ricami dell'artista dopo il record di aggiudicazione registrato durante l'Italian Sale di Londra, dall'imponente tessuto “Addizione, Kabull, Afghanistan” del 1982 (242 cm x 248,2 cm) , comprato per 2,288 milioni di sterline, inclusi buyer's premium.
La seconda opera per importanza di Boetti ad essere venduta è stato un colorato ricamo su tela “Alternando da uno a cento” che con i diritti è arrivata a quota 750.000 euro (stima: 400.000-600.000 euro) . Hanno sofferto, invece, le altre tipologie di lavori dell'artista torinese. Sono rimaste senza paletta alzata la biro blu su cartoncino applicato su tela, in due elementi, dal titolo “Lo Psiconauta” (stima: 180.000 -250.000 euro), e l'opera “Sale e Zucchero” (1973), una tecnica mista su carta con timbri composta da otto elementi (160x120 cm complessivamente), valutata in catalogo 180.000 -250.000 euro. Invenduta durante la day sale anche un'altra a biro su carta applicata su tela intitolata “Aerei” del 1983 (60.000-80.000 euro).
Anche Lucio Fontana durante la sessione serale del 29 novembre ha faticato a trovare compratori. Le tele non erano particolarmente eccellenti, ma nonostante ciò il “Concetto Spaziale, Attese” con tre tagli verticale dal colore poco invitante, su cui gravava inoltre un 22% di Iva, essendo un lotto proveniente da impresa, ha raggiunto al martello la stima minima di 500.000 euro. Nel 2011 venne aggiudicato in asta per 300.500 euro con i diritti. L'altro “Concetto Spaziale, Attese” su tela del 1960 (35 x 27 cm) a idropittura rossa, caratterizzato da due tagli verticali è passato di mano per 225.000 con i diritti (stima: 200.000-300.000 euro). Il piatto in ceramica dipinta graffito e perforato del 1957 (lotto 24) non ha trovato acquirenti (stima: 60.000-80.000 euro).
Vedute entrambe le “bende” di Salvatore Scarpitta (1919- 2007), artista italo americano di origini siciliane, scomparso dieci anni fa. Presentata con il numero di lotto 25, l'opera “Gravity”( 1963) dal bendaggio bianco, appartenuta alla collezione personale di Beatrice Monti della Corte Von Rezzori che aprì a Milano nel 1955 la storica galleria dell'Ariete, ha sfiorato con i diritti la valutazione minima realizzando 549.000 euro (stima: 450.000-650.000 euro); mentre “Goal Tender” (1979), composta da bende rosse, proveniente da una collezione americana, è stata aggiudicata per 225.000 con le commissioni (stima: 180.000- 250.000 euro).

Il primo Novecento. Tra i pochi artisti figurativi italiani della prima metà del Novecento ad aver fatto il salto nel mercato internazionale e a comparire ancora nei cataloghi di vendita delle case d'aste è Giorgio Morandi (1890-1964). “Il Paesaggio” dipinto dal pittore bolognese nel 1940, caratterizzato da una pittura essenziale e da un gamma ristretta di colori, proveniente dalla prestigiosa
collezione Emilio e Maria Jesi, in parte presente alla Pinacoteca di Brera, è stato aggiudicato appena per 309.000 euro, incluse le commissioni (stima: 280.000-350.000 euro). Anche la seconda parte dell'asta non ha brillato, sebbene sia iniziata con un buon prezzo di aggiudicazione per un olio su tela di forma romboidale di Max Bill (1908-1994), “Transcoloration aut blau” (1972-74), stimata in catalogo 25.000-35.000 euro e acquistata per 85.000 euro. Sempre nella day sale una “Crocifissione” degli anni Cinquanta di Lucio Fontana, in ceramica colorata e smaltata, è salita sino a 115.000 (147.450 euro con i buyer's premium) da una valutazione di 50.000-70.000.

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