Domenica

Gilmour a Pompei, col film l’incasso dello Stato sale a 260mila…

Il documentario verso i 600mila euro al box office

Gilmour a Pompei, col film l’incasso dello Stato sale a 260mila euro

(Ansa)
(Ansa)

Il Live at Pompeii di David Gilmour - rockumentary sui due concerti che il chitarrista dei Pink Floyd tenne a luglio dell’anno scorso a Pompei, 45 anni dopo l’esibizione con la band di Cambridge e il relativo film di Adrian Maben - nei primi due giorni di programmazione ha incassato quasi 450mila euro. Debutto da top del box office, seconda giornata in una tutt’altro che trascurabile seconda posizione nella top ten dei film più visti.

I conti si faranno soltanto domani (oggi è l’ultima giornata di proiezione), ma in casa Nexo Digital, la società che distribuisce l’opera nelle sale, si prevede di arrivare intorno ai 600mila euro, performance niente male se consideriamo che si tratta di un’opera del segmento dei film-evento, qualcosa di molto diverso dai blockbuster hollywoodiani. I fan dei Pink Floyd a questo punto aspettano le versioni Cd, Dvd, Blu-ray e box di Lp in uscita il 29 settembre per Columbia Records, costola della major Sony Music. Anche in questo caso sarà cronaca di un successo annunciato. Ma quanto ha portato nelle casse della Soprintendenza archeologica di Pompei il nuovo Live at Pompeii? La risposta a questo interrogativo sta nei libri mastri del ministero dei Beni culturali. E se ci si riferisce al solo audiovisivo, la cifra potrebbe apparire modesta: l’ente guidato dall’archeologo Massimo Osanna e la produzione si accordarono per un forfait di 20mila euro che andava a coprire i diritti mondiali delle riprese e la relativa commercializzazione.

L’ipotesi iniziale era di attribuire alla Soprintendenza pompeiana royalty su incassi e vendite, ma ciò avrebbe complicato non poco in termini burocratici la gestione della partita. Tuttavia, il discorso del Live at Pompeii del 2016 va allargato: per ciascuna delle due date dal vivo organizzate nell’anfiteatro degli scavi da D’Alessandro & Galli, la Soprintendenza portò a casa l’8% dell’incasso, ossia 120mila a serata. I 20mila euro dei diritti mondiali delle riprese innalzano insomma a 260mila euro le entrate della Soprintendenza legate al solo ritorno di Gilmour. Poi dicono che il rock fa male ai beni archeologici.

© Riproduzione riservata