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The Big Sick, commedia sentimentale che sorprende

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The Big Sick, commedia sentimentale che sorprende

Dal film “The Big Sick”
Dal film “The Big Sick”

Una commedia che scalda il cuore è la grande protagonista del weekend in sala: «The Big Sick» di Michael Showalter, dopo l'ottimo successo ottenuto negli Stati Uniti, arriva in Italia ed è il film da vedere della settimana.
Al centro c'è la storia d'amore tra Kumail, aspirante comico pakistano, ed Emily, una studentessa come tante. I pregiudizi delle rispettive famiglie li costringeranno ad allontanarsi, ma quando Emily verrà ricoverata in ospedale Kumail proverà a ribellarsi e a convincere i genitori di entrambi dell'importanza del loro rapporto.

L'attore Kumail Nanjani, nominato agli Emmy per la serie «Silicon Valley», ha interpretato il protagonista e scritto la sceneggiatura insieme alla moglie Emily V. Gordon: i due hanno preso ispirazione dalla loro storia personale per dare vita a un copione credibile e toccante, capace di coinvolgere e di emozionare con grande semplicità.

Prodotto da Judd Apatow, «The Big Sick» è un raro esempio di lungometraggio di buoni sentimenti a stelle e strisce, che non scade mai nella retorica e, anzi, riesce a far riflettere con forza su tematiche delicate come il razzismo e la malattia.
Grazie anche alle interpretazioni di un cast in ottima forma, il regista Michael Showalter, pur senza grandi guizzi, riesce a schivare le trappole del genere di riferimento, evitando di seguire binari troppo convenzionali e costruendo adeguatamente ogni sequenza.

Una vera e propria sorpresa.
Purtroppo non si può dire altrettanto di «Justice League» di Zack Snyder, nuovo film tratto dai fumetti DC Comics che riunisce Batman, Wonder Woman, Flash, Cyborg e Acquaman per combattere contro la temibile minaccia di Steppenwolf.
Come per i precedenti film della casa, da «Suicide Squad» a «Wonder Woman», quello che manca è una sceneggiatura di livello: tutto è infatti prevedibile, già visto e scritto grossolanamente, a partire dal villain di turno che risulta tutt'altro che affascinante o originale.
La presenza di tutti questi supereroi rende soltanto più caotico l'insieme, senza aggiungere nulla di suggestivo che vada oltre l'idea del semplice gioco di squadra tra personaggi tanto diversi tra loro.
La noia prende il sopravvento e lo stile di Snyder è come sempre caricato e sopra le righe, incapace di approfondire gli spunti che vengono lanciati durante la visione (dal tema della giustizia a quello della speranza, in particolare).
Piccola curiosità: nel maggio del 2017, Zack Snyder ha abbandonato il progetto in seguito a un lutto familiare, lasciando a Joss Whedon, rimasto accreditato solo come co-sceneggiatore insieme a Chris Terrio, la gestione della post-produzione e la regia delle riprese aggiuntive.
Infine, una menzione per «La signora dello zoo di Varsavia» di Niki Caro, con Jessica Chastain.
L'attrice interpreta la moglie del direttore dello zoo di Varsavia, un luogo che durante la Seconda guerra mondiale venne utilizzato per nascondere intere famiglie dalla violenza nazista.
Ispirato alla storia vera di Jan e Antonina Zabinski, è un film perfetto per essere visto nelle scuole, didascalico nella sceneggiatura ma comunque capace di incuriosire e di portare alla luce una storia realmente accaduta, raccontata anche nel libro di Diane Ackerman da cui Niki Caro prende spunto.
Avvincente nella prima parte, il film si spegne un po' col passare dei minuti, enfatizzando troppo alcuni passaggi e faticando a mantenere alto il ritmo per l'intera durata. Nonostante i difetti resta un prodotto che può interessare e che conferma ancora una volta la bravura di Jessica Chastain, intensa in un ruolo non semplice.

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