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Una nuova chiave a stella per capire la fabbrica del futuro che è…

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Una nuova chiave a stella per capire la fabbrica del futuro che è già presente

Quattordici. Come gli episodi narrati da Libertino “Tino” Faussone, la voce protagonista de “La chiave a stella” di Primo Levi.
Quattordici storie di persone, da Serena, Filippo e Marta a Donatella, Luca e Ruggero, operai, tecnici manager, imprenditori che occupano posizioni diverse nella gerarchia aziendale, ma che sono accomunati dall'essere “in marcia verso il futuro”.

Edoardo Segantini, giornalista e commentatore del Corriere della Sera, che da anni segue con pari passione e competenza l'innovazione tecnologica, racconta ne “La nuova chiave a stella” questi “operai aumentati” fatti di braccia, cuore e cervello, con l'entusiasmo di chi crede in loro.

Ha scelto i suoi protagonisti da una miriade d'interviste, raccolte con certosina pazienza andando su e giù per l’Italia, per alcune caratteristiche di fondo che li accomunano e non per la posizione gerarchica: sono positivi, tenaci, vogliono migliorarsi, amano studiare e lavorare, sono aperti ai cambiamenti, hanno un forte senso della dignità, dei diritti e dei doveri e hanno il raro dono della fiducia.
Senza per questo essere, sottolinea l'autore, «eroi o figurine edificanti per un album dell'industria 4.0: solo uomini e donne veri che come tutti riportano vittorie e subiscono sconfitte».

Gli albori di una nuova rivoluzione tecnologica, caratterizzata da una velocità evolutiva che fatichiamo ancor oggi a immaginare, recano sia il buio della distruzione sia i lampi della creazione di altro lavoro che non sostituisce, ma supporta l'uomo.
Se questo è il filo rosso che avvolge le storie, val la pena sottolineare il metodo usato da Segantini, un omaggio al maestro Levi che l'autore intervistò nel 1984 per il suo giornale d'allora, l'Unità.

Nella chiave a stella di Levi, la lingua è sì tecnica, ma per nulla ermetica, senza dialettalismi, certo volutamente povera e ripetitiva, ma chiara: «Sta dalla parte di quelli che come Faussone devono raccontare le cose in maniera che si capiscano», scriveva Gian Luigi Beccaria nella prefazione al libro di 35 anni fa.
Ebbene, Segantini sceglie un percorso parallelo, ma la nuova chiave a stella che usa è nel suo originale bagaglio di cronista, è nel metodo che accompagna la descrizione di ognuno dei 14 protagonisti. Una sorta di voce fuori campo, fatta di rapidi quanto essenziali schizzi, li colloca nella regione, nella città o paese sino all'approdo nella fabbrica. Narra le loro vicissitudini, gioie e dolori, vittorie e sconfitte.

Quante volte Cateluta Cuzuma, Catia, è caduta e ha avuto la forza e la capacità di rialzarsi? E che dire della tenacia del quasi ingegnere Vittorio che gira il mondo vedendo «cose straordinarie e lontane e mangiando cose prelibate e insolite»? O di Giorgio e l'azienda orchestra che consente all'autore di andare a spasso con un imprenditore «determinato e visionario» nella sua Genova «città di luce e di follia»?

Un caleidoscopio entro il quale i racconti di vita sono tutt'uno con i modelli d'impresa, con gli elementi innovativi di tecnica e organizzazione.
Segantini racconta un futuro prossimo lontano da ogni stereotipo che ci vuole o adoratori o dissacratori delle nuove tecnologie, ma pronti a raccogliere la sfida.
Tanto che i suoi quattordici protagonisti sono lì a dimostrargli che il sottotitolo di copertina è già superato. Non già «storie di persone nella fabbrica del futuro», ma «del presente».

Edoardo Segantini
La nuova chiave a stella
Storie di persone nella fabbrica del futuro

Editore Guerini e associati
188 pagine, euro 18,50

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