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L’uomo «spiega» punto e basta

25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne / 2

L’uomo «spiega» punto e basta

Rebecca Solnit, scrittrice e saggista californiana (Contrasto)
Rebecca Solnit, scrittrice e saggista californiana (Contrasto)

Rebecca Solnit è una scrittrice californiana, femminista, saggista. Gli uomini mi spiegano le cose nasce come un articolo dopo che a una festa ad Aspen un signore pretende di parlarle di un libro che lei aveva scritto e che gli ha appena citato, non considerando minimamente quel che gli stava appunto raccontando, «con quello sguardo compiaciuto che conosco bene in un uomo intento a pontificare, gli occhi fissi sul lontano e indistinto orizzonte della propria autorità». Fino a quando un’amica di Solnit interrompe il siparietto surreale per chiarire, definitivamente: «Lo ha scritto lei».

L’episodio risale al 2008, ha generato un intenso dibattito negli Stati Uniti, creando addirittura un neologismo, mansplaining (all’origine del titolo del libro) e una pagina web (Academic Men Explain Things to me) dove tante donne del mondo universitario hanno condiviso le umiliazioni subite da colleghi saccenti e arroganti. Il volume è fatto di una serie di interventi che l’autrice ha pubblicato nel tempo ma che declinano in diversi ambiti lo stesso concetto, cioè la battaglia delle donne per non essere schiacciate, zittite, per emergere, far valere la propria voce e affermarsi (nella migliore delle ipotesi). Questo vuol dire anche tentare di opporsi o sottrarsi alla violenza, spesso domestica, che – riporta Solnit - negli Stati Uniti si traduce in dati impressionanti: viene denunciato uno stupro ogni 6,2 minuti e una donna su cinque è vittima di una violenza sessuale nella vita; ogni nove secondi viene picchiata una donna e quasi due terzi delle donne uccise con armi da fuoco sono assassinate da partner o ex. In totale ogni anno, sottolinea l’autrice, sono oltre mille le compagne ammazzate dai loro uomini, «il che significa che ogni tre anni il bilancio supera quello degli attentati dell’11 settembre, sebbene nessuno dichiari guerra contro questa particolare forma di terrore». Solnit non dimentica però gli altri uomini, quelli che, come Nicholas Kristof, editorialista del «New York Times», si spendono al fianco delle voci femminili. Allo stesso modo, si ricordano i progressi fatti nel cammino dell’emancipazione e dei diritti, quelli già riconosciuti degli anni 70 ma anche quelli del decennio successivo che si tende a trascurare. Ci si sofferma per esempio sul concetto di sexual harassment (molestie sessuali sul luogo di lavoro) che ha avuto uno status giuridico dalla Corte Suprema nel 1986 e che diventò largamente popolare dall’11 ottobre 1991, quando esplose il caso di Anita Hill, una docente di diritto chiamata a un’audizione davanti al Senato per la conferma di Clarence Thomas, giudice designato all’Alta Corte da George Bush senior. Hill fece rivelazioni clamorose: quando Thomas era suo superiore, l’aveva costretta ad ascoltare le descrizioni di video pornografici e delle sue fantasie sessuali e le aveva insistentemente chiesto di uscire con lui, non dando alcun peso al suo rifiuto. Allo stesso modo, i senatori repubblicani che ascoltavano Anita Hill, tutti uomini, non davano alcun peso alle sue dichiarazioni, anzi contrattaccavano deridendola, fino a sostenere che probabilmente aveva solo “immaginato” quel che aveva detto. Thomas arrivò alla Corte Suprema ma le polemiche furibonde e lo slogan “I believe you Anita” segnarono un prima e un dopo: «Spesso si guarda a Hill come a colei che ha inaugurato una rivoluzione. (...) Le denunce per le molestie sessuali nell’ambiente lavorativo aumentarono vertiginosamente», rimarca Solnit.

Resta però ancora bruciante il problema del pregiudizio sulle testimonianze rese dalle donne, spesso giudicate eccessive, visionarie, poco credibili (a volte persino dalle loro colleghe: Natalia Aspesi nel suo memorabile Delle donne non si sa niente le definisce le «sorellastre»). Alcune delle ultime pagine del libro sono dedicate proprio alle parole. Dal loro depotenziamento o dalla loro forza dipendono molti passi di una strada molto lunga.

eliana.dicaro@ilsole24ore.com

Rebecca Solnit
Gli uomini mi spiegano le cose.
Riflessioni sulla sopraffazione maschile

Ponte alle grazie, Milano
pagg. 160, € 14,50

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