Domenica

Nutrito dalla tradizione

nanni cagnone

Nutrito dalla tradizione

Nanni Cagnone (Olycom)
Nanni Cagnone (Olycom)

È vezzo di molti poeti, anche quelli veri, dilungarsi in lunga prosa o romanzi facendo rimpiangere i loro versi, e non solo i migliori; presupposto errato per il lettore che intenda accostarsi all’ultimo libro di Nanni Cagnone. Dites-Moi, Monsieur Bovary risale per giustapposizioni l’erta via che dal biografico passato, in terza persona, riporta l’autore al presente, anche cronachistico, fissando accostati istanti come su nostalgiche e sbiadite lastre fotografiche in collage. «A volte accompagnava suo padre, in occasione di visite in campagna. Ghibli avanti a loro per ripidi sentieri, poi cortine per le mosche, pareti affumicate. Il padre scherzava in dialetto visitava spiegava distribuiva farmaci, e invece di farsi pagare lasciava del denaro sul tavolo della cucina». “L’imprudente” poeta ligure, non abbandona certo le sue poesie che qui si inscrivono in cornici di rilucenti lampi descrittivi.

«Ma c’è nel desiderio/un rumore di precipizio,/un supplizio accanto, come/diminuendo d’una foglia/ un ramo». Quanto ai giudizi, pur addolciti dal velo nostalgico dei ricordi, sono di lapidaria eloquenza critica. «L’unico poeta italiano del Novecento che mi va di leggere è Amalia Rosselli. Non fanno per me i salottieri sprechi di D’Annunzio, le stridule banalità d’Ungaretti, i mandolini di Montale Bertolucci ed altre creature aromatiche, l’esilità di Saba Penna Sbarbaro, il soffocante meditare di Luzi, la pensosa serenità di Sereni, l’involuta sincretica maniera di Zanzotto e Sanguineti...» Il massimo nitore Cagnone lo riserva però alle dichiarazioni di poetica. «Spesso il “che“ è un difettoso tramite, ma si può farne un uso energico, sfidando l’anacoluto»; «la poesia è definitivamente fraintesa, confusa con la versificazione e declamazione, ridotta a vanitoso rigurgito». Quale cultore del mito e della cultura antica, Cagnone rivendica il suo diritto-dovere a nutrirsi della «interezza della tradizione»: le 207 pagine di Dites-Moi, Monsieur Bovary, pur con alterne altezze, e riservando proprio ai versi le vette, ne sono evidente prova.
Nanni Cagnone, Dites-Moi, Monsieur Bovary, Coup d’idée-Edizioni d'arte di Ernico Donna, Torino, pagg. 207, € 22

ESORDIENTI/Vai all'archivio

© Riproduzione riservata