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Peer to peer lending, regole in arrivo

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Peer to peer lending, regole in arrivo

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Fintech, questo grande e nuovo mondo è in cerca di regole. Dopo che ieri Consob ha dato il via libera al nuovo regolamento sull’equity crowfundig allargando la platea dei potenziali utilizzatori, ora qualcosa potrebbe intervenire nel settore del peer to peer lending, l’altro ambito che oggi è forse più attivo in Italia. Il terzo braccio quello della consulenza mediante Robo advisor per quanto se ne parli molto, per ora muove numeri ancora limitati.

Ricognizione Consob. Alcune di queste evidenze sono emerse anche dai risultati preliminari di una prima ricognizione sul Fintech, condotta dalla Consob in collaborazione con alcune delle principali università italiane (Bocconi, Cattolica di Milano, Genova, Insubria, Luiss, Lumsa, Pavia, Politecnico di Milano, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Sant'Anna di Pisa, Sapienza, Verona) dal quale emerge che la digitalizzazione del sistema bancario e finanziario sia ormai parte integrante delle dinamiche di cambiamento della struttura dell'economia verso scambi e relazioni (anche sociali) sempre più digitali, attraverso l'uso intensivo dei dati. Il progetto di ricerca è focalizzato sulla consulenza automatizzata, sul funzionamento micro-economico delle piattaforme finanziarie digitali, sul potenziale utilizzo della tecnologia blockchain/DLT nei mercati di negoziazione degli strumenti finanziari e sull'efficacia dell'attuale quadro della regolamentazione per uno scenario di servizi basati sulla tecnologia.

Peer to peer lending . Mentre sul settore si attende un intervento più sistematico a livello comunitario (per ora è intervenuta in modo soft Banca D’Italia) suggerisce di intervenire il deputato Sebastiano Barbanti (Pd) che ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio 2018 in tema di Fintech con il quale chiede di:

•r endere nulle le clausole che attualemente prevedono il divieto della cessione del credito;
• evitare l'uscita a fini speculativi dalla compagine azionaria di soci a seguito di un aumento di capitale;
• adeguare la tassazione del peer to peer lending al regime fiscale ordinario; delle rendite finanziarie (26%) al posto delle attuali aliquote marginali Irpef;
• consentire alle piattaforme di crowdfunding di collocare strumenti di debito ai soli investitori professionali e favorire lo scambio e la circolazione di azioni di imprese che si sono avvalse dello strumento dell'equity crowdfunding.

Innovation Hub. Nella ricognizione Consob tra le esigenze più sentite è emersa quella di dar vita a un “Innovation Hub”, punto di riferimento per i regolatori e il mercato a supporto dello sviluppo del Fintech, in linea con le esperienze già maturate in altri Paesi. Anche sel suo emendamento Barbanti chiede di intervenire con la creazione di: 1) uno spazio di sperimentazione delle attività Fintech in collaborazione con Bankitalia e Consob;2) un comitato Fintech (Regulatory Fintech Hub) di taglio istituzionale (composto da ministeri, regulators ed autority) con il compito di osservare l'evoluzione del settore FinTech, identificando aree di rischio e strumenti tecnico-normativi per lo sviluppo della tecnologia finanziaria sul mercato finanziario, creditizio e assicurativo, e con lo scopo di individuare obiettivi misurabili, programmi e azioni da porre in essere, anche al fine di tutelare il risparmio e la stabilità finanziaria; 3) un ente Fintech con funzione di coordinatore nazionale con compiti di promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti della tecnologia finanziaria. L'Ente dovrebbe anche individuare obiettivi misurabili, programmi e azioni da porre in essere, valorizzando le esperienze, le competenze e le iniziative maturate dai soggetti attivi in Italia, anche per tutelare risparmio e stabilità finanziaria.

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