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Tsipras privatizza il settore dell’energia e i mercati festeggiano

I bond decennali scendono al 4,8%

Tsipras privatizza il settore dell’energia e i mercati festeggiano

(Afp)
(Afp)

Secondo autorevoli fonti greche l'accordo tra la Grecia e la troika in rappresentanza dei creditori internazionali, è stato finalmente raggiunto sul tema molto spinoso e delicato delle privatizzazioni del settore strategico dell'energia. In particolare il governo a guida Syriza ha accettato con molti mal di pancia la vendita del 17% della PPC, DEH in greco, il colosso energetico pubblico che per anni è stato il cuore del sindacato più intransigente e ideologicamente contrario verso lo smantellamento dei monopoli pubblici.

Il governo Tsipras ha accettato anche di mettere sul mercato il 65% della Depa, la società che gestisce il trasporto del gas naturale (tramite Desfa) ed è attiva nella vendita all'ingrosso e nella distribuzione. Una società molto rilevante in vista dei gasdotti in costruzione che dovrebbero atraversare il territorio greco.

Ma c’è di più il cosiddetto governo di sinistra radicale ha accettato anche di vendere il 35% della Hellenic Petroleum, la società di raffinazione e distribuzione petrolifera pubblica. Insomma una svolta epocale.

L’annuncio di nuove privatizzazioni apre la strada verso un’intesa all’Eurogruppo prossimo previsto il 22 gennaio, che dovrebbe in seguito rilasciare la tranche di 5,5 miliardi di euro. Un piano di aiuti che terminerà ad agosto 2018 con il ritorno di Atene sul mercato dei capitali. L’annuncio di queste nuove privatizzazioni ha fatto scendere i tassi decennali sui bond greci a un minimo di otto anni, inferiore al 4,8%. Le obbligazioni decennali erano balzate al 18% a luglio 2015.

Inoltre, secondo la relazione sulle esposizioni in sofferenza redatti dalla Banca di Grecia, alla fine di settembre 2017, lo stock di Npl (non performing loan o crediti deteriorati) è diminuito del 2,4% e del 5,5% rispetto a fine giugno 2017 e alla fine di dicembre 2016, ed è scesa a quota 100,4 miliardi pari al 44,6% delle esposizioni totali. Certo gli Npl restano una quantità ancora enorme, ma il trend è positivo.

«In generale, le cose si stanno assestando per la Grecia e c'è la sensazione che il peggio della crisi sia passato», ha detto Matthew Cairns, economista a Rabobank a Londra. «Allo stesso tempo il mercato sta cercando dei rendimenti e guarda con interesse alla periferia dell’eurozona».

Infine la Commissione Ue ha approvato il prolungamento del regime di garanzie pubbliche alle banche greche fino a marzo 2018. Bruxelles indica che «la situazione della liquidità delle banche elleniche sta migliorando gradualmente e che il regime viene usato meno, in misura significativa». Lo schema era stato approvato per a prima volta a novembre 2008.

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