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Abi a Nouy (Bce): con addendum Npl credito imprese a rischio

il «position paper»

Abi a Nouy (Bce): con addendum Npl credito imprese a rischio

  • – di Redazione Online

Le nuove regole dell’addendum della Vigilanza della Bce sulle svalutazioni automatiche dei crediti deteriorati (Npl) rischiano di dare un duro colpo al rapporto banca-impresa limitando le ristrutturazioni dei finanziamenti e il successivo periodo di cura dei crediti. Questo uno dei rischi lamentato dalle banche italiane secondoi quanto risulta a Radiocor nell’ampio “position paper” messo a punto dall’Abi e definitivamente approvato oggi dal Comitato di Presidenza dell'associazione guidata da Antonio Patuelli. Il termine fissato dalla Bce per la trasmissione dei commenti da parte del mercato sull’Addendum è per l’8 dicembre.

Il documento diffuso a inizio di ottobre dalla Vigilanza europea guidata da Daniele Nouy ha fatto scattare il campanello d’allarme di tutte le banche europee ma soprattutto italiane. L’Abi evidenzia i punti critici nelle basi legali dell’addendum, nel coordinamento con la policy dell’Unione Europea, nei conflitti con le regole contabili internazionali e nelle conseguenze indesiderate: prima fra tutte l’aumento degli assorbimenti patrimoniali.

Abi: con addendum Bce su Npl rischio per credito a imprese
In questi ultimi due mesi di dibattito l'industria bancaria ha ottenuto intanto un rinvio dei termini per l’entrata in vigore delle nuove indicazioni sulla svalutazione dei deteriorati che non sarà il prossimo primo gennaio ma in una data ancora da stabilire. Poi ci sono state le prese di posizione della Commissione Ue, del Parlamento Ue e del Consiglio Ue, tutti citati nel documento dell’Abi che afferma: «L’Addendum presenta elementi di contrasto sia di metodo sia di merito rispetto al quadro normativo europeo. La proposta esprime scelte di policy che generano forti preoccupazioni per i potenziali rilevanti riflessi sull'attività creditizia».

Tra i punti critici, in dettaglio, il documento Abi segnala il contrasto con le regole contabili internazionali e in particolare con l’applicazione, da gennaio 2018, del principio Ifrs9 che introdurrà le perdite attese nei modelli di valutazione dei crediti. Il paradosso è che per tenere conto delle prescrizioni dell'Addendum, con le svalutazioni lineari dei crediti, una banca rischia di non dare una veritiera rappresentazione in bilancio dei suoi crediti con tutte le conseguenze per le possibili contestazioni dei soci.

Nouy (Bce): entro I trimestre 2018 proposte su stock
La Bce presenterà le sue proposte per affrontare lo stock di Npl, ossia i crediti deteriorati già accumulati dalle banche, entro il primo trimestre del 2018.
Lo ha ribadito oggi Daniele Nouy, presidente del Consiglio di vigilanza bancaria della Bce, in una lettera di risposta a Roberto Gualtieri, presidente della Commissione economica del Parlamento Ue. Nouy nel ricordare che «l’Addendum riguarda solo
i nuovi Npl e quindi non si applicherebbe allo stock di Npl», ha precisato che la Bce presenterà le sue valutazioni riguardo a «ulteriori politiche per affrontare lo stock esistente di Npl, compresi gli adeguati accordi transitori, entro la fine del
primo trimestre del 2018».

«In Addendum nessun automatismo misure»
Nouy ha aggiunto nella lettera che l’Addendum sugli Npl non ha mai
«previsto alcun automatismo nell’applicazione delle misure». E ha spiegato: «Esamineremo la formulazione al riguardo e forniremo ulteriori chiarimenti nel testo finale». Nouy ha ribaditi spiega che è possibile una modifica della data di «applicazione dell'Addendum» ai nuovi crediti deteriorati prevista attualmente
da gennaio 2018. «La bozza pubblicata prevede un'applicazione dell'Addendum agli Npl di nuova classificazione da gennaio 2018 in poi. Nel contesto della consultazione pubblica - si legge nella lettera - esamineremo anche questa data di riferimento» anche se «qualsiasi modifica alla data di riferimento, come qualsiasi altra modifica al progetto di addendum, dovrebbe essere decisa dal Consiglio di vigilanza della Bce prima di essere approvata dal Consiglio
direttivo attraverso la procedura di non obiezione»

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