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Prodi: quella di Pisapia non è stata una defezione, il processo va…

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Prodi: quella di Pisapia non è stata una defezione, il processo va avanti

  • – di Redazione Online

«Non tutte le frittate finiscono con il venir bene...». Quella di Giuliano Pisapia «non è stata una defezione, perché Pisapia non aveva deciso. Aveva studiato il campo e poi ha concluso che non era cosa». Lo ha detto Romano Prodi a un incontro a Roma riferendosi alla situazione del centrosinistra dopo gli sviluppi di ieri con il passo indietro di Giuliano Pisapia e la rottura di Campo progressista con il Pd.

Prodi: Pisapia ha capito che non era cosa
«Il processo va avanti. Si tenterà di nuovo perché è un processo importante ed utile al Paese. Pisapia ha esplorato e non ha trovato in se stesso o nel gruppo di riferimento motivazioni per andare avanti. E questo mi dispiace», ha aggiunto Prodi. A chi gli chiedeva se l’ex sindaco di Milano abbia fatto bene a ritirarsi, il fondatore dell'Ulivo ha risposto: «Non lo so». E ancora: «non mi pronuncio» a chi gli chiedeva se la coalizione di centrosinistra sia finita. «I cambiamenti sono troppo recenti per dare un giudizio definitivo. Aspettiamo»

«Stessa crisi a destra»
D'altra parte, ha osservato Prodi sul palco di “Più libri più liberi”, «la stessa crisi c'è anche a destra». Per il Professore, la “flat tax”, uno dei punti chiave del programma del centrodestra, condiviso da Lega e Forza Italia, «è del tutto irrealistica. Non ci sta nei conti». E le tasse «sono una disgrazia indispensabile
e necessaria per produrre welfare ed uguaglianza».

«Il problema - ha sostenuto - è che bisognerebbe ricominciare da capo. Io a suo tempo non ho inventato un granché ma c'era un disegno preciso di mettere insieme forze e contenuti. Mi criticarono per il programma di 400 pagine, ma quello di 140 lettere non è molto più soddisfacente. Un programma politico può anche essere di sei volumi... Ma con una coalizione ampia si deve scrivere. È senso di realismo. Perché i tedeschi ci mettono sei mesi a fare il programma di governo? Pensate non sappiano né leggere né scrivere?».

«Io completamente fuori da politica»
Prodi ha poi escluso qualsiasi suo ritorno in campo. «In politica o si è dentro o si è fuori. Stare all’uscio non è mica bello: si dà noia, si producono equivoci. Io ora sono completamente fuori», ha detto il fondatore dell’Ulivo. E ha aggiunto: «Quando nacque l'Ulivo c’era un'attesa popolare, una condivisione sul senso del riformismo. Quello era il vero collante», ha concluso.

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